Informazioni utili:
Lunghezza percorso: 17,88 km
Dislivello positivo: 1016m
Dislivello negativo: -1016 m
Altitudine minima: 390 m
Altitudine massima: 1275 m
Tempo di percorrenza A/R: 7 ore
Tipo di percorso: Escursionistico
Difficoltà percorso: Medio
Punti esposti: no
Periodo consigliato: estate-primavera-autunno-inverno(in assenza di neve)
Relive 3D:
Oggi ci troviamo nel triangolo lariano, la zona montuosa tra i due rami del Lago di Como, per una bella escursione ad anello partendo da Caslino d’Erba e arrivando al Rifugio Riella.
In questa zona abbiamo già fatto alcune escursioni sulle vette vicine, come il Bollettone, il Palanzone e il Monte Puscio.
Arriviamo in macchina a Caslino d’Erba e parcheggiamo in uno dei parcheggi in paese, prestando attenzione ai parcheggi con disco orario (qui le coordinate del parcheggio presso il comune dove abbiamo parcheggiato noi). Ci troviamo a 390 m e qui comincia il nostro trekking.
Dal parcheggio andiamo a sinistra in Via Giacomo Matteotti, a 415 mslm giriamo a destra poi ancora a destra sempre seguendo via Matteotti. Arriviamo così alla Chiesa di Sant’Ambrogio, con una bellissima vista sulla pianura.

Qui prendiamo la piccola via in salita davanti alla chiesa, poi giriamo subito a sinistra, seguendo Via Salita Belvedere. A 440 mslm teniamo la destra continuando a salire.



Poco dopo, a circa 490 mslm, la strada termina e diventa mulattiera. Continuiamo a seguirla.

Un cartello indica Barzaghino a 1 ora e 40 minuti. Non è la nostra destinazione di oggi ma seguiamo la sua direzione e il Sentiero Polema.

Il sentiero qui prende una ripida pendenza. La salita è davvero tosta ma ci fa prendere quota rapidamente. Il sentiero non sempre è ben visibile e consigliamo di cercare sempre i segnali bianco-azzurri sui sassi e sugli alberi lungo il sentiero, in modo da essere sicuri di non sbagliare percorso.


A circa 665 mslm il sentiero per un breve tratto ci fa riprendere fiato per poi ricominciare a salire ripidamente. Poco più avanti, a 685 mslm, il sentiero fa un tornante per poi farne un altro subito dopo. a 715 mslm. La mappa ci dice che siamo in località Biancheta. Dopo il secondo tornante troviamo un altro breve tratto pianeggiante che ci permette di rifiatare.

Poco dopo il sentiero riprende a salire e a 765 mslm superiamo località Canee. Ci troviamo sempre nel bosco e seguiamo sempre i segnali bianco-azzurri.

A circa 870 mslm il sentiero passa attraverso un tronco d’albero. Qui termina il tratto con pendenza più ripida. Il sentiero sale ancora fino a circa 920 mslm ma con pendenza molto più leggera.


Qui superiamo un ruscello, poi la mappa ci indica la presenza di una grotta, il Bus di Poleman, ma non l’abbiamo trovata. 100 m più avanti vediamo poco più in basso il Funtanen di Funtan, una sorgente (915 mslm).


Proseguiamo per un breve tratto pianeggiante arriviamo in una radura dove troviamo una baita recintata chiamata La Casetta (920 mslm). Costeggiamo la recinzione, poi prendiamo il sentiero a destra seguendo per Vetta Barzaghino. Da qui non vediamo più i segnali bianco-azzurri ma quelli ben conosciuti bianco-rossi del CAI.




Proseguiamo per 100 metri poi arriviamo a un crocevia. Qua prendiamo il sentiero a sinistra seguendo il cartello Palanzone.


Proseguiamo e superiamo una graziosa baita (940 mslm). La vista in questa zona si apre su un panorama spettacolare. Riconosciamo davanti a noi la Grignetta e il Grignone e più a sinistra, ancora bianco, il Legnone. Più a destra invece si vedono i Corni di Canzo, il Monte RAI, il Cornizzolo e più indietro il Resegone.



Subito più avanti arriviamo all’Alpe del Ginestro (945 mslm). Sulla sinistra un cartello con la scritta “Pericolo – Non avvicinarsi” ci indica la presenza di una grotta recintata, il Buco delle Ginestre.


Proseguiamo seguendo il sentiero che ci porta sulla destra costeggiando l’alpe. Perdiamo poi la traccia ma la troviamo subito dopo e andiamo quindi verso sinistra.


Il sentiero ci fa scendere leggermente e ci porta ad un ruscello (900 mslm), lo attraversiamo e risaliamo sull’altro lato, dove un cartello indica il Rifugio Riella a 1 ora e mezza di cammino. Qui cominciamo a risalire.



Costeggiamo un’altra raduta, l’Alpe del Ginestrino. Sul lato opposto troviamo un grosso masso attrezzato per piccole arrampicate (917 mslm).


Superata la radura (940 mslm) proseguiamo nel bosco scendendo leggermente.

Poco dopo arriviamo alla Bocchetta di Vallunga (910 mslm). Qua è possibile interrompere l’escursione e tornare verso il punto di inizio andando a sinistra seguendo le indicazioni per Foro Francescano e Caslino FNM. Per proseguire invece andiamo nella direzione indicata dal cartello blu verso il Rifugio Riella.


Il sentiero da qui comincia a risalire, inizialmente con leggera pendenza.

A circa 1000 mslm incontriamo una costruione che la mappa chiama Ca della Volta.


Successivamente il sentiero si fa più stretto e la pendenza aumenta senza però essere faticosa. Passiamo sotto la cima di Colma piana e continuiamo a salire.


A circa 1160 mslm la pendenza diminuisce. Proseguiamo in leggera salita fino a trovarci in cresta. Proseguiamo in cresta. Ci troviamo a circa 1200 mslm.


Poco più avanti, incontriamo un bivio. Lasciamo il sentiero che prosegue verso la vetta del Palanzone e scendiamo le piccole scale sulla sinistra per continuare poi lungo il sentiero che taglia il pendio sud del Palanzone.



Lungo questo tratto abbiamo una bella vista sul Monte Puscio e sul Bollettone.

Continuando in piano arriviamo in poco tempo nei pressi della Bocchetta di Palanzo (1210 mslm). Imbocchiamo la strada sterrata andando verso destra. Qui si stacca sulla destra un altro sentiero verso la vetta del Palanzone. Questo è il sentiero che abbiamo affrontato noi per salire in vetta. Stavolta invece proseguiamo sulla strada sterrata, da cui si hanno degli scorci spettacolari sul Lago di Como e sul Monte Rosa.


La strada prosegue in leggera salita e dopo circa 600 m arriviamo al Rifugio Riella. Ci troviamo a 1275 mslm e abbiamo raggiunto la nostra destinazione! Ci fermiamo per pranzare e per riposare.




Dopo esserci rifocillati, è ora di cominciare il rientro. Scendiamo lungo la strada sterrata tornando alla Bocchetta di Palanzo. Subito dopo la piazzola per l’elisoccorso andiamo a sinistra verso il cartello che indica Alpe del Prina a 40 minuti.



Il sentiero scende stretto e con pendenza regolare, facendo inizialmente alcuni zigzag per poi proseguire verso est. Perdiamo quota rapidamente.



A circa 715 mslm arriviamo a un torrente asciutto con gli argini in pietra ben evidenti e su cui sono in atto alcuni lavori. Lo seguiamo tenendoci sulla destra per un breve tratto, poi lo attraversiamo (680 mslm) seguendo i cartelli.


Arrivati sul lato opposto del torrente, andiamo a destra lungo la strada sterrata e proseguiamo la discesa.


A 595 mslm incontriamo l’Alpe dal Prina. Qui la via diventa asfaltata e prende il nome di Via Monte Palanzone.

Circa 400 m dopo, a 565 mslm, arriviamo al Foro Francescano, un luogo molto bello dedicato a San Francesco d’Assisi. Lungo il sentiero possiamo ammirare statue, monumenti, cappelle dedicate al Santo e alla sua vita.




Proseguiamo lungo la via e troviamo alcune opere colorate tese a riqualificare la via Monte Palanzone: un ponte rosso (515 mslm), un’area di sosta gialla per bici (500 mslm), una serie azzurra di panchine con specchi deformanti (470 mslm).



La via prosegue entrando nel paese di Caslino d’Erba.

Da qui in pochi minuti torniamo al parcheggio e alla macchina. Il nostro trekking è terminato.

