Informazioni utili:
Lunghezza percorso: 16,12 km
Dislivello positivo: 893 m
Dislivello negativo: -893 m
Altitudine minima: 895 m
Altitudine massima: 1436 m
Tempo di percorrenza A/R: 6 ore
Tipo di percorso: Escursionistico
Difficoltà percorso: Medio
Punti esposti: no
Periodo consigliato: primavera-estate-autunno
Video Relive 3D:
Oggi ci troviamo in provincia di Como all’Alpe del Vicerè per un lungo e bellissimo trekking che tocca varie cime nel triangolo lariano. Le principali cime sono il Monte Bollettone e il Monte Palanzone.
Guidiamo fino all’Alpe del Vicerè e parcheggiamo nell’ampio parcheggio. All’interno del parcheggio il costo è, nel 2024, 1 euro all’ora fino a un massimo di 6 euro al giorno, ma se si trova posto prima dell’ingresso (qui le coordinate) il parcheggio è libero.

Ci troviamo a 895 mslm e qui comincia il nostro trekking. La prima destinazione è il Monte Bollettone. Ci incamminiamo all’interno dell’area dell’Alpe del Vicerè e seguiamo il lungo viale.

Dopo circa 200 m, giriamo a sinistra passando di fianco ai bagni, e poco più avanti, vicino ad un parco avventura.

A 900 m arriviamo a un bivio e proseguiamo dritto in salita.

La strada, a tratti cementata e a tratti sterrata, sale nel bosco con modesta pendenza.

A circa 975 mslm incontriamo un punto d’acqua, ma non sappiamo se l’acqua scorghi sempre o se sia dovuta alle forti piogge degli ultimi giorni.

A circa 1060 mslm presso un tornante troviamo una panchina e un cartello che indica Monte Bollettone a 30 minuti.


La strada continua a salire sempre con modesta pendenza.

A 1095 mslm nei pressi di un piccolo tornante incontriamo un albero particolare intrecciato a forma di otto o a forma di infinito.

A 1155 mslm incontriamo un altro cartello che ci indica Monte Bollettone a 30 minuti, anche se sono passati già 10 minuti dall’altro cartello.

Poco dopo il sentiero esce dal bosco regalandoci uno scorcio di panorama mozzafiato. Oggi il tempo è piuttosto nuvoloso ma distinguiamo bene le prime vette davanti a noi (il Monte Cornizzolo, il Monte Rai, i Corni di Canzo, e più indietro il Resegone, il Monte Ocone, il Monte Tesoro e Valcava.


Proseguiamo sempre seguendo la strada e dopo un paio di piccoli tornanti intravediamo la vetta del Monte Bollettone.

Saliamo gli ultimi metri e ci troviamo nei pressi del Rifugio Bollettone (1300 mslm), forse al momento sotto lavori di ristrutturazione. Qui prendiamo il sentiero a scalini a destra che sale leggermente superando il rifugio.

Qui arriviamo in vetta al Monte Bollettone. Ci troviamo a 1320 mslm. Dalla cima si ha una bellissima vista sulla Pianura Padana e sul Lago di Como.




Ci fermiamo per fare un po’ di foto e ammirare il panorama poi proseguiamo per la prossima destinazione, il Monte Palanzone. Torniamo quindi nuovamente indietro ma invece di scendere gli scalini di legno, andiamo dritto verso il colle davanti a noi. Ci troviamo alla Bocchetta del Bollettone (1292 mslm).

Pochi passi e arriviamo in vetta. Si tratta del Doss da la Mula (1298 mslm). La vetta è evitabile prendendo poco prima un sentiero sulla sinistra. Davanti a noi vediamo spiccare la vetta del Monte Palanzone.

Scendiamo sull’altro lato seguendo la piccola traccia ripida. Arrivati nuovamente al sentiero (1240 mslm), andiamo a destra. Il sentiero prende nome Sentiero delle Colme e si snoda lungo la cresta, all’ombra degli alberi.




Dopo circa 1 km, arriviamo a un tornante di una strada carrozzabile (1155 mslm). Qui è possibile prendere la strada a sinistra, noi però abbiamo fatto una piccola deviazione e preso il sentiero in mezzo che sale per pochi metri e ci porta ad un monumento del CAI.


Scendiamo poi sull’altro lato e ci ricongiungiamo alla strada carrozzabile. Ci troviamo alla Bocchetta di Lemna, a 1115 mslm. Seguiamo dritto lungo la strada più pianeggiante davanti a noi, verso la Bocchetta di Palanzo (a 30 minuti) e il Monte Palanzone (a 1 ora).


Poco dopo, sempre alla stessa altezza, incontriamo un bivio. Andiamo a destra, ma poi al ritorno scenderemo dal sentiero a sinistra salendo in vetta al Pizzo dell’Asino. E’ possibile salirci anche all’andata, i due sentieri più avanti si incontrano nuovamente.

Continuiamo a percorrere la strada, in leggera salita, e dopo circa 1,1 km dall’ultimo bivio arriviamo alla Bocchetta di Palanzo (1210 mslm), dove ritroviamo il sentiero che passa per il Pizzo dell’Asino.


Qui proseguiamo dritti. E’ il momento più duro della nostra escursione, salire il ripido pendio del Monte Palanzone. Ci inoltriamo nel bosco e al bivio prendiamo a sinistra verso il Monte Palanzone.

Usciamo poco dal bosco e risaliamo il pendio seguendo le evidenti tracce. Il sentiero è davvero ripido e solo in pochi brevi tratti concede un po’ di respiro, ma noi non molliamo e saliamo i 220 m che ci separano dalla vetta.

Raggiungiamo anche la vetta del Monte Palanzone! Ci troviamo a 1436 mslm e anche da qua il panorama è davvero mozzafiato.




Ci sediamo sul grande monumento in vetta e ci riposiamo qualche minuto prima di riprendere il cammino. Quindi scendiamo sul lato opposto, passiamo tra alcuni alberi e proseguiamo sulla cresta nord. Decidiamo di allungare l’escursione di qualche minuto raggiungendo anche la vetta del Monte Bul, quindi seguiamo il sentiero tenendo la destra verso la piccola bocchetta e la vetta.


In una manciata di passi arriviamo al Monte Bul (1406 mslm), dove troviamo un monumento a forma di pentagono e una piccola croce.

Proseguiamo scendendo sul versante opposto e arrivando dopo pochi minuti alla Bocchetta di Caglio (1290 mslm) e a una strada sterrata. Qui andiamo a sinistra.

Seguiamo la strada sterrata che con qualche leggero saliscendi ci porta alla Bocchetta di Nesso (1313 mslm) dove troviamo un monumento commemorativo chiamato Cippo Marelli.


Proseguiamo lungo la strada sterrata. Già più avanti intravediamo il Rifugio Riella.

Arrivati al Rifugio Riella (1275 mslm) ci prendiamo una meritata pausa e pranziamo qua. Le porzioni sono davvero generose e usciamo con la pancia strapiena.

Una volta usciti è tempo di percorrere l’ultimo tratto della nostra escursione. Lasciamo il rifugio e continuiamo sulla carrozzabile, in leggera discesa. In meno di 10 minuti ci ritroviamo nuovamente alla Bocchetta di Palanzo (1210 mslm).


Qui possiamo percorrere lo stesso tragitto dell’andata fino alla Bocchetta di Lemna, andando a sinistra in discesa lungo la strada carrozzabile, oppure fare il Pizzo dell’Asino. Noi abbiamo deciso di salire al Pizzo, quindi abbiamo preso la strada a destra in salita lungo il sentiero chiamato “Dorsale per Cresta”.

Camminiamo in leggera salita per circa 15 minuti fino ad arrivare alla sommità del Pizzo dell’Asino (1272 mslm).

Iniziamo poi la discesa lungo la cresta opposta, a sud. La discesa inizialmente è dolce poi diventa piuttosto ripida, occorre prestare attenzione se il terreno è fangoso, come nel nostro caso.


Alla fine della discesa ci ritroviamo sullo stesso sentiero dell’andata e proseguendo dritto ci ritroviamo nuovamente alla Bocchetta di Lemna (1115 mslm). Qua prendiamo una strada diversa, per arrivare a Capanna Mara. Prendiamo quindi il piccolo sentiero a sinistra, che scende leggermente.

Il sentiero prosegue inizialmente pianeggiante per poi diventare in salita nell’ultimo tratto. Arriviamo così alla bandiera (1133 mslm) del Rifugio Capanna Mara. Qui siamo molto vicini al Monte Puscio.


Andiamo a destra e arriviamo a Capanna Mara (1125 mslm). Anche qua è possibile pranzare. Superato il Rifugio prendiamo la strada carrozzabile sulla sinistra in discesa.


Seguiamo la strada in dolce discesa per circa 2,5 km.


A 2,2 km troviamo il Rifugio Cacciatori, a circa 925 mslm.

Poco dopo arriviamo all’Alpe del Vicerè, percorriamo il breve tratto di strada fino al parcheggio e alla macchina. Il nostro trekking è terminato.


