Informazioni utili:
Lunghezza percorso: 22,26 km
Dislivello positivo: 1088 m
Dislivello negativo: -1088 m
Altitudine minima: 1570 m
Altitudine massima: 2616 m
Tempo di percorrenza A/R: 5,5 ore
Tipo di percorso: Escursionistico
Difficoltà percorso: Impegnativo
Punti esposti: no
Periodo consigliato: estate
Oggi ci troviamo nella Val D’avio, valle tributaria della Val Camonica, e la meta che ci prefiggiamo è il Ghiacciaio del Venerocolo passando dal Rifugio Garibaldi.
Con la macchina, arrivati a Temù, seguiamo i vari cartelli per Rifugio Garibaldi lungo la strada che porta alla malga Caldea. La strada prima asfaltata diventa sterrata con molte buche e un torrente da attraversare. Non è quindi adatta a tutte le vetture. Alla Malga Caldea si trova un piccolo parcheggio (qui le coordinate) da dove inizieremo il nostro trekking.

Dal parcheggio, a 1570 mslm, iniziamo a salire su una ripida strada a tornanti, utilizzata dal personale Enel che fa manutenzione alle dighe. Dopo 9 tornanti la strada spiana e arriva alla prima diga che forma il Laghetto D’avio (1900 mslm). La strada diventa pianeggiante per 2,5 km e costeggia il Laghetto d’Avio, poi il Lago d’Avio e infine il Lago Benedetto.


Arrivati in fondo alla valle, si inizia a salire con decisione per un piccolo tratto attraversando dei ponticelli fatti con i tronchi dove scendono delle graziose cascatelle.

Gli alberi a poco a poco diventano sempre più radi e il sentiero diventa pianeggiante. Qui si trova un’area da picnic e la Malga Lavedole (2040 mslm). Le mucche pascolano placide.

Il percorso ricomincia a salire con buona pendenza, percorriamo adesso un lungo sentiero chiamato Calvario, una mulattiera militare della I Guerra Mondiale. Lungo il sentiero ci sono evidenti testimonianze storiche della guerra e i pascoli cominciano a lasciare spazio alle rocce di tonalite.

Dopo una faticosa salita arriviamo al Lago Venerocolo e al Rifugio Garibaldi (2550 mslm).


Proprio davanti a noi si erge l’imponente Adamello. Guardando verso valle si vede la bellissima Cima Plem. La vista è paradisiaca e noi ce la godiamo riposando un po’ con un panino e un bicchiere di vino al Rifugio Garibaldi. Il Rifugio è un’ottima meta per un’escursione (circa 1000 m D+). Dal rifugio poi partono diverse ascese, come la salita al Monte Adamello o a Punta del Venerocolo.

Dopo esserci rilassati e aver mangiato ci dirigiamo verso la diga, la attraversiamo e seguiamo il sentiero n°611 che porta al Passo Brizio. Dopo una breve salita a quota 2600 mslm iniziamo a scendere tra i sassoni di tonalite per raggiungere il fondo valle.


Raggiunto il fondo valle ci dirigiamo ai piedi del Monte Adamello dove si trova l’ormai quasi estinto Ghiacciaio del Venerocolo. Ci troviamo a quota 2570 mslm. Dopo un breve tratto tra sabbia e roccia raggiungiamo il ghiacciaio. Anche se ormai è in sofferenza è molto bello visitarlo.





Dopo aver visitato il ghiacciaio decidiamo di rientrare facendo un piccolo giro ad anello. Camminando sulla sabbia depositata dal ghiacciaio raggiungiamo l’opera di presa-vedretta dei frati, una piccola diga che porta l’acqua al lago benedetto. Seguiamo a destra e ci immettiamo sul sentiero n°1 dell’Alta Via dell’Adamello nel tratto dopo la Bocchetta del Lunedì nella tappa dal Rifugio Tonolini al Rifugio Garibaldi. Dopo un breve tratto raggiungiamo nuovamente la diga l’attraversiamo e raggiungiamo nuovamente il Rifugio Garibaldi.

Per il rientro ripercorriamo a ritroso il sentiero dell’andata, raggiungiamo il sentiero del Calvario poi il lago Benedetto, il lago D’Avio e infine seguiamo la strada a tornanti dell’Enel che ci porta nuovamente alla macchina. Il nostro trekking è terminato.

