Sentiero Numero 1 dell’Adamello – tappa #7
Informazioni utili:
Lunghezza percorso: 8,60 km
Dislivello positivo: 710 m
Dislivello negativo: -610 m
Altitudine minima: 2378 m
Altitudine massima: 2923 m
Tempo di percorrenza: 5 ore
Tipo di percorso: Escursionistico
Difficoltà percorso: Impegnativo
Punti esposti: no
Periodo consigliato: estate
Video Relive 3D:
La settima tappa del Sentiero Numero 1 dell’Adamello parte dal Rifugio Tonolini, o in alternativa dal Rifugio Gnutti o dal Rifugio Baitone, e arriva al Rifugio Garibaldi.

Usciti dal Rifugio Tonolini (2450 mslm) situato nella conca del Baitone, un segnavia ci indica Passo Premassone a 2 ore e Rifugio Garibaldi a 5 ore. Ci mettiamo in marcia.

Ci dirigiamo verso il Lago Rotondo e lo passiamo mantenendolo alla nostra sinistra.

Finito il lago seguiamo il sentiero che inizia a salire. Il tratto è principalmente tra i sassi e prosegue a zig-zag. E’ comunque ben segnalato. Davanti a noi vediamo Cima Plem.

In poco tempo arriviamo 2625 mslm dove incontriamo il sentiero 31 che arriva dal Passo del Cristallo e da Cima Plem.


Lo ignoriamo e proseguiamo sul sentiero sempre a sassi che ora sale con pendenza più ripida fino a circa 2700 mslm, poi torna a salire con pendenza più leggera. In fondo più in alto vediamo la linea del Passo Premassone.

A circa 2720 mslm troviamo il Lago Premassone. Lo superiamo tenendolo a sinistra sempre seguendo i segnali.


Il sentiero ora inizia a salire ripido, tra rocce e sassi, in un continuo zig-zag. In poco tempo prendiamo quota e girandoci vediamo sotto il Lago Premassone e la valle che stiamo per lasciare.


Il sentiero continua a salire e verso la fine sono presenti delle scalette e delle catene.

Ancora un piccolo sforzo e arriviamo al Passo Premassone, il punto più alto dell’Alta Via dell’Adamello, a 2923 mslm.

Davanti a noi si staglia bellissimo il Monte Adamello e sotto di noi vediamo il Lago Pantano, la nostra prossima destinazione. Ci prendiamo qualche minuto per riposare e ammirare il panorama. La giornata oggi è nuvolosa ma il panorama è comunque pazzesco.


Ci apprestiamo a scendere dal passo. Come ormai ogni passo che abbiamo incontrato, durante la discesa sono presenti le immancabili catene. Seguendo il percorso a catena ci spostiamo prima verso sinistra per poi scendere con l’ausilio di scalette.


Scendiamo tra i sassi. In basso sotto di noi vediamo il Lago Pantano. Sopra, sempre davanti a noi si erge l’Adamello. a guardia dell’alta Val d’Avio.

Man mano che scendiamo cominciano finalmente ad apparire alcuni ciuffi d’erba tra le rocce, poi sempre di più, rendendo la discesa un po’ più comoda.



Spostandoci verso sinistra continuiamo a scendere arriviamo alla Diga del Pantano (2378 mslm).


Qui un segnavia indica il Rifugio Garibaldi a 1 ora e mezza di cammino.

Attraversiamo il coronamento della diga, contenti del tratto in piano, anche se breve, dopo la salita e la discesa impervie tra i sassi del Passo Premassone. Lungo la diga guardando verso il lago, si vede benissimo Cima Plem.


Arrivati dall’altro lato della diga, troviamo alcuni edifici usati per la gestione della diga, alcuni in stato di abbandono.


Continuando il percorso incrociamo subito un cancello, che passiamo e che chiudiamo dietro di noi.

Proseguiamo e iniziamo a salire con blanda pendenza. Qui sono presenti tantissimi resti di costruzioni. In basso vediamo i Laghi d’Avio. Proseguiamo su sentiero ben segnato.



A circa 2450 mslm il sentiero riprende a salire ripido tra i sassi e saliamo a zig-zag seguendo i ben conosciuti segnali bianco-rossi.

Alzando gli occhi riusciamo finalmente a scorgere la Bocchetta del Pantano, il passo che dobbiamo attraversare per giungere al Rifugio Garibaldi.

Continuiamo a salire e nell’ultimo tratto il sentiero diventa molto ripido, con rapidi zig-zag che ci portano finalmente alla bocchetta. Ci troviamo a 2650 mslm. La Bocchetta del Pantano si chiama anche Passo del Lunedì, abbiamo letto che lo attraversavano gli operati che lavoravano alla costruzione della Diga del Pantano, passavano la domenica al Rifugio Garibaldi e il lunedì rientravano alle baracche percorrendo questo passo. La vista sui due lati è completamente diversa, vediamo che ci aspettano ancora sassi a scendere.


Iniziamo l’ultima discesa della tappa, nel primo tratto molto ripida, per poi diventare pian piano sentiero tra i sassi. Qui attraversiamo le morene del ghiacciaio che ormai si è ritirato spaventosamente.

Girandoci abbiamo una bella vista sulla Bocchetta del Pantano appena passata.

Proseguiamo e attraversiamo un paio di ponticelli.


Aggiriamo poi l’ultimo pendio e finalmente intravediamo il Rifugio Garibaldi e la Diga del Lago Venerocolo.

Un ultimo sforzo e siamo arrivati al Rifugio Garibaldi (2550 mslm)! Dopo la diga prima di arrivare al Rifugio, un segnavia indica l’inizio, o la fine, ufficiale dell’Alta Via dell’Adamello. Prima infatti l’Alta Via iniziava al Rifugio Tita Secchi e arrivava qui al Rifugio Garibaldi, ed era percorribile in entrambe le direzioni. Le prossime tappe sono state aggiunte successivamente.



Nei pressi del Rifugio si trova la bella Chiesetta della Madonna dell’Adamello, posta a 2530 mslm e costruita dai soldati della Prima Guerra Mondiale nel 1917.

Al tramonto poi siamo usciti per una passeggiata fino alla diga, con un panorama veramente meraviglioso!



Tappa precedente: Rifugio Lissone – Rifugio Gnutti
Tappa successiva: Rifugio Garibaldi – Rifugio Sandro Occhi all’Aviolo

