Rifugio Laeng e Rifugio San Fermo

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Informazioni utili:
Lunghezza percorso: 17,49 km
Dislivello positivo: 1052 m
Dislivello negativo: -1052 m
Altitudine massima: 1925 m
Altitudine minima: 970 m
Tempo di percorrenza A/R: 5,5 ore
Tipo di percorso: Escursionistico
Difficoltร  percorso: Impegnativo
Attrezzatura: no
Punti esposti: un lungo tratto panoramico a mezza costa con alcuni punti piรน stretti
Periodo consigliato: estate


Video Relive 3D:

Oggi ci troviamo in Val Camonica e in particolare a Borno per una bellissima e panoramica escursione salendo prima al Rifugio Laeng per poi camminare in mezza costa lungo il Sentiero Alto fino al Rifugio San Fermo e infine tornare verso Borno seguendo il Sentiero Basso. Fino al Rifugio Laeng seguiamo lo stesso percorso giร  seguito per arrivare in vetta al Pizzo Camino.

Arriviamo nel bell’abitato di Borno e parcheggiamo la macchina nel parcheggio sotto la chiesa di San Fiorino (qui le coordinate) a 970 mslm oppure รจ possibile salire ancora lungo la via, e all’incrocio girare a destra e parcheggiare nei parcheggi sulla destra (qui le coordinate) vicino alla Trattoria Navertino a 1030 mslm. Noi abbiamo parcheggiato nel primo parcheggio e le statistiche di dislivello e chilometri si riferiscono a partire da questo punto. Ci troviamo a 970 mslm e qui comincia il nostro trekking.

Dal parcheggio torniamo alla strada asfaltata e andiamo a destra. Alla chiesa stiamo sulla sinistra seguendo i cartelli. Un cartello ci informa di una deviazione per il Rifugio Laeng causa frana. La strada subito sale con tosta pendenza arrivando a un incrocio (1025 mslm).

Andiamo a destra e poco dopo troviamo un bivio. Teniamo la sinistra seguendo le indicazioni per Rifugio Laeng (2 ore).

Continuiamo a salire lungo la strada, ora non piรน asfaltata ma con due corsie pavimentate in cemento, con pendenza un po’ piรน leggera ma comunque sostenuta.

Prendiamo quota piuttosto velocemente e oltrepassiamo costruzioni per lo piรน agricole.

Dopo circa 800 m dal bivio, a 1170 mslm, arriviamo alla cappella di Sedulzo, una bella edicola votiva. Dal sito dell’Altopiano del Sole veniamo a conoscenza che รจ stata edificata nel 1958 in memoria di un fatto di guerra avvenuto 14 anni prima durante la Seconda Guerra Mondiale, per “voto di un gruppo di deportati bornesi finiti nel campo di concentramento italico di Villafranca”. Qui si trova anche una panchina della memoria.

Superiamo una baita alla nostra destra, poi una alla nostra sinistra. Poco dopo, a 1210 mslm, dopo una madonnina, troviamo la deviazione. Lasciamo quindi la strada e andiamo a sinistra lungo una mulattiera. Appena entrati ci accolgono tanti bei ciclamini.

La mulattiera procede in salita con buona pendenza e a 1250 mslm fa un tornante e rientra nel bosco.

Arrivati a 1280 mslm il sentiero prende una pendenza piuttosto ripida e faticosa. La salita sembra non finire mai, ma arrivati a 1340 mslm la pendenza si placa e la mulattiera volge verso destra.

Poco piรน avanti incontriamo nuovamente la strada pavimentata.

Un cartello ci indica di andare verso sinistra per i rifugi. Andiamo quindi a sinistra percorrendo un tornante e continuando a salire.

A 1390 mslm la strada curva verso sinistra e pochi minuti dopo fa un tornante (1445 mslm). Saliamo ancora per una ventina di metri e facciamo un altro tornante.

Qua troviamo la Grotta del Monte Arano. All’interno vediamo una struttura di legno, che probabilmente nel periodo natalizio ospita un presepe.

Continuiamo sulla strada, superiamo una panchina sulla destra e poco piรน avanti, a 1475 mslm, arriviamo a un bivio. Qua apriamo un anello andando verso destra e il Rifugio Laeng (1 ora). Torneremo dalla sinistra.

La strada, ora acciottolata, continua con leggera pendenza, oltrepassa il Barachi de Frasca e prosegue tra prato e bosco.

A circa 1540 mslm la strada diventa sterrata e poco piรน avanti arriviamo a un bivio. Ci troviamo a Roccolo de Tabachรฌ e siamo a 1565 mslm. Qui lasciamo la strada e prendiamo il sentiero che si stacca sulla sinistra, sempre seguendo le indicazioni per Rifugio Laeng, ora a 45 minuti.

Il sentiero sale subito con moderata pendenza tra i prati, effettuando 3 zig-zag per poi continuare dritto.

A 1700 mslm arriviamo a una radura. Davanti a noi un po’ piรน in basso scorgiamo un laghetto, la Pozza di Torane con la concarena sullo sfondo e poco piรน avanti (1715 mslm) troviamo il bivio per arrivare in vetta al Monte Arano. Non รจ la nostra destinazione di oggi, per cui proseguiamo dritto. Davanti a noi vediamo il Monte Susino.

Dopo un’altra breve salita il sentiero rientra nel bosco e procede pianeggiante. Questo tratto รจ fresco e piacevole. A farci compagnia da ora in poi fino al secondo rifugio, il Rifugio San Fermo, ci sono le bandierine azzurre del San Fermo Trail, in programma nei prossimi giorni.

Dopo circa 500 m dal bivio verso il Monte Arano troviamo un piccolo punto panoramico alla destra del sentiero (1725 mslm) . Vale la pena salirci sia per ammirare il Pizzo Camino sia per avvistare poco sotto il Rifugio Laeng, un po’ nascosto nella vegetazione ma ormai vicino.

Torniamo sul sentiero e percorriamo l’ultimo tratto tra cespugli e rocce fino ad arrivare al Rifugio Gualtiero Laeng. Ci troviamo a 1760 mslm e il rifugio รจ davvero incantevole, piccolo e accogliente, e dispone di un panoramico spiazzo esterno con tavoli e ombrelloni. Da qui si ha anche una vista bellissima sul Pizzo Camino, una delle vette nella nostra lista dei desideri e su cui speriamo di scrivere presto un articolo!

Ci fermiamo per una pausa, una consumazione e due chiacchiere poi ripartiamo. Torniamo verso il sentiero e andiamo poi a sinistra seguendo i segnali bianco-rossi del CAI.

Arriviamo subito ad un cartello (1765 mslm) e andiamo a sinistra seguendo per Rifugio San Fermo (1 ora e 45 minuti) lungo il percorso che viene normalmente chiamato “Sentiero Alto”. Poco avanti vediamo il Laghetto di Varicla, alle pendici del Monte Susino.

Il sentiero sale per un breve tratto arrivando ad un altro bivio (1800 mslm) con la deviazione a destra per salire sul Pizzo Camino o sul Monte Susino. Noi seguiamo il sentiero andando a sinistra.

Dopo circa 100 m arriviamo in una zona con molte rovine. Un cartello indica i ruderi dell’ex Rifugio Nino Coppellotti, un rifugio edificato nel 1934 in memoria dell’alpinista Nino Coppellotti (Brescia 1883 – Slovenia 1915), ma fatto esplodere 10 anni dopo dalla Wehrmacht come ritorsione in seguito ad una imboscata dei partigiani della bergamasca e perchรจ non fosse utilizzato dalle forze di liberazione. Nei pressi dell’ex Rifugio altri cartelli ci aiutano a capire che tipo di struttura esisteva prima.

Camminiamo un po’ tra le rovine, rimanendo in questa valletta stretta tra il Pizzo Camino e il Monte Arano poi riprendiamo il sentiero. Dopo un tratto relativamente pianeggiante, il sentiero prende una ripida salita sul pendio di sinistra con un paio di zig-zag per issarsi su un pianoro a 1925 mslm.

Attraversiamo la piana oltrepassando un tavolo da pic-nic e arrivati a un palo scorgiamo il tratto di sentiero che ci apprestiamo a percorrere, un percorso panoramico a mezza costa molto bello.

Cominciamo a percorrere questa parte di percorso davvero meravigliosa, la giornata poi รจ perfetta e ci regala dei paesaggi incredibili. Mentre camminiamo, cominciamo a scorgere piรน in basso un’adorabile chiesetta. Ci potremo arrivare piรน tardi perchรฉ ci passeremo molto vicini. Man mano che proseguiamo, diventano ben visibili il Lago di Lova e il Monte Mignone.

Dopo poco meno di un km arriviamo a un dosso (1910 mslm) sotto cui sorge la chiesetta. Il sentiero gira mostrandoci la Val Moren e il sentiero che la taglia tutta. Iniziamo a perdere un po’ di quota scendendo dolcemente.

200 m dopo troviamo un bivio (1870 mslm) per Cima Moren. Andiamo dritto seguendo per Rifugio San Fermo (40 minuti).

Dopo aver tagliato tutta la Val Moren, il sentiero arriva a un altro dosso (1830 mslm), lo superiamo e vediamo davanti a noi ma ancora un po’ lontano il Rifugio San Fermo. Anche qui il sentiero a mezza costa verso il rifugio รจ ben visibile. Sulla sinistra vediamo il Monte Altissimo e le piste da sci di Borno.

Questo tratto รจ lungo circa 1,2 km e per lo piรน in piano e man mano che proseguiamo il rifugio รจ sempre piรน vicino.

Arriviamo alla Pozza di San Fermo (1865 mslm) con la Presolana il Monte Ferrante e il Ferrantino dietro. Proseguiamo per poche decine di metri e arriviamo al Rifugio San Fermo e alla vicina Chiesa di San Fermo.

Ci troviamo a 1866 mslm e ci fermiamo anche qui per una pausa, una consumazione e 2 chiacchiere. Siamo giร  stati qui proveniendo perรฒ dal lato opposto, dal Costone e dal suo omonimo passo (qui l’articolo), ed รจ sempre bello tornare a rivedere questo panorama pazzesco.

Si vede Cima della Bacchetta, poi aguzzando la vista si vede Dosso dei Galli con la stazione NATO, il Cornone di Blumone, Cima Plem e l’Adamello, riconosciamo anche la serie di vette (Listino, Monoccola, ..) dietro cui corre l’Alta via dell’Adamello nel tratto tra il Passo del Blumone e il Rifugio Maria e Franco.

Riprendiamo ora il percorso. Seguendo i cartelli vicino al rifugio con le indicazioni per Borno, prendiamo la strada sterrata in discesa. Superiamo la piccola croce, poi la strada fa due tornanti. Al secondo tornante andiamo dritto.

Percorriamo ora un lungo tratto di strada sterrata in costante discesa, chiamato “Sentiero Basso”. Praticamente seguiamo la linea del Sentiero Alto percorso prima stando piรน bassi e scendendo man mano.

Dopo circa 2 km di strada, a 1640 mslm, troviamo un crocifisso sulla sinistra e la deviazione per la piccola chiesetta che vedevamo dall’alto.

Consigliamo di salire a visitarla perchรจ รจ davvero adorabile. In piรน, disposti lungo la salita, troviamo 14 croci che ricordano eventi tragici di guerra. La salita, piuttosto faticosa e al sole, ci fa passare lentamente sotto tutte queste croci dandoci modo di ripensare a questi eventi e avere un ricordo per tutti i morti nelle guerre. Un paio di croci sono rotte ma la scritta รจ comunque visibile.

Con un’ultimo tosto tratto di salita arriviamo alla chiesetta, un bellissimo gioiello. Ci fermiamo qualche minuto prima di scendere passando nuovamente vicino alle 14 croci fino a tornare alla strada sterrata.

Andiamo a sinistra proseguendo la nostra discesa. Poco piรน avanti la strada fa un paio di sinuosi tornanti passando in fianco alla Malga Moren, per poi proseguire seguendo il pendio. Al primo tornante sulla sinistra si stacca un sentiero per tornare alla Chiesetta di Val Moren (chiesetta alpina) per poi continuare ricongiungendosi con il Sentiero Alto. Noi proseguiamo lungo la strada.

Proseguiamo sulla strada per 1 altro km e mezzo, poi arriviamo nei pressi di una baita (Baraca de Uzili) a 1490 mslm. Un cartello ci dice che siamo alle Pendici del Monte Arano (1488 mslm).

Facciamo una piccola discesa e ci ritroviamo al bivio dove abbiamo aperto l’anello (1475 mslm).

Non ci resta che andare a destra e ripercorrere in discesa il percorso effettuato in salita arrivando cosรฌ al parcheggio vicino alla Chiesa di San Fiorino e alla macchina. Il nostro trekking รจ terminato.


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