Informazioni utili:
Lunghezza percorso: 13,84 km
Dislivello positivo: 1024 m
Dislivello negativo: -1024 m
Altitudine minima: 390 m
Altitudine massima: 1400 m
Tempo di percorrenza A/R: 5,5 ore
Tipo di percorso: Escursionistico
Difficoltà percorso: Impegnativo
Attrezzatura: nessuna
Punti esposti: no, alcune catene per agevolare il guado dei torrenti
Periodo consigliato: estate-primavera-autunno
Relive 3D:
Oggi ci troviamo in Valle Camonica e più precisamente a Braone per una bella e poco conosciuta escursione al Salt De Rebet, una bellissima cascata creata dal Torrente Palobbia.
Arrivati nell’abitato di Braone, parcheggiamo la macchina in un parcheggio nei pressi del torrente (qui le coordinate). Ci troviamo a 390 mslm e qui comincia il nostro trekking.

Usciamo dal parcheggio e andiamo a sinistra entrando in via Sommavilla e proseguiamo diritto superando un parcheggio e arrivando a un bivio (410 mslm). Qui potremmo andare sia a destra che a sinistra perchè entrambi i percorsi si riuniscono poi nella località di Brusighì. Decidiamo di andare a sinistra.



La strada si fa subito sterrata ed esce dal paese e la percorriamo fino ad arrivare a circa 460 mslm, dove vediamo un sentiero che si stacca sulla destra.



Inizialmente largo, il sentiero si restringe poi dopo la prima salita e prosegue nel bosco portandoci in pochi minuti a quota 530 mslm presso la località di Brusighì.


Qui prendiamo la strada sterrata e andiamo a sinistra, seguendo le indicazioni del cartello del percorso vita.

La strada passa per Ruinacc (560 mslm) e prosegue poi nel bosco.



Poco dopo arriviamo a Goi dei Bertolocc (610 mslm), dove c’è un piccolo laghetto, passiamo davanti a una santella e arriviamo subito dopo all’area pic-nic di Negola (625 mslm) con un punto d’acqua indicata però come non potabile. Qui troviamo anche una bella opera chiamata Scultori del Tempo.




Dopo una piccola salita arriviamo a un incrocio (Preda Polsa – 645 mslm). Qui andiamo a sinistra.

La strada qui è a tratti asfaltata e a tratti sterrata ma non frequentata e sale con leggera e comoda pendenza. Di tanto in tanto troviamo dei cartelli che ci mostrano i nomi dei luoghi, come Varzilì de la Scarla a 720 mslm.

Poco dopo incontriamo il secondo cartello del percorso vita. Proseguiamo lungo la strada. Tra gli alberi intravediamo il superbo Pizzo Badile Camuno.


A 760 mslm troviamo una santella e un bivio. Andando a destra si prosegue lungo la Via della Pietra verso la Cava Dosso degli Areti, noi invece proseguiamo dritto seguendo i cartelli per Località Piazze.

Pochi minuti dopo superiamo Al Negra (795 mslm), Dusel del Piocc (800 mslm) e troviamo il terzo cartello del Percorso Vita.



Proseguiamo sempre in leggera salita e poco dopo troviamo il quarto cartello del Percorso Vita, nei pressi della località Preelada.


Troviamo il quinto cartello del Percorso Vita a circa 880 mslm, presso Cuol de Pisadur, un nome che ci strappa un sorriso. Intanto questa strada continua a regalarci degli scorci pazzeschi sul Pizzo Badile Camuno.


A circa 895 mslm superiamo Varzel Sabbiuner e attraversiamo un ponte.


Circa 300 m dopo superiamo Cuol de la Strea dopodichè la strada fa una curva. Alla curva, presso il torrente, troviamo il sesto cartello del Percorso Vita (e anche l’ultimo che abbiamo trovato). Un cartello indica il nome della zona: Arzela de Quadere.





Proseguendo sulla strada incontriamo altri cartelli, mentre pian piano continuiamo a prendere quota.



A circa 930 mslm, superata una curva, vediamo la bellissima località di Piazze.


Poco dopo aver superato l’abitato arriviamo alla bella Chiesetta degli Alpini (985 mslm). Qui sono presenti anche un’area pic-nic e alcuni cartelli segnavia che indicano la direzione per i Rifugi Gheza e Prandini.


Proseguiamo sulla strada e superiamo le ultime belle baite (circa 1000 mslm) entrando poi un un bosco di conifere con il caratteristico profumo di resina.



A circa 1060 mslm arriviamo a un bivio. Qui finalmente cominciamo a vedere le indicazioni per la cascata. Prendiamo quindi il sentiero che sale a destra, sequendo la direzione. Un cartello ci avvisa anche che il sentiero per il rifugi Gheza e Prandini non è agibile (primavera 2025).

Il sentiero inizia a salire con buona pendenza in una serie di zig-zag. Troviamo parecchi alberi caduti anche sul sentiero, ma è abbastanza facile evitarli.




A circa 1250 mslm incontriamo un torrente. Il tratto è stato attrezzato con alcune catene per agevolarne così il guado.


Subito dopo arriviamo a un bivio e a un cartello informativo. Seguiamo quindi le indicazioni per Salt de Rebet prendendo il piccolo sentiero sulla sinistra.



Il piccolo sentiero scende leggermente e in pochi minuti ci porta a circa 1230 mslm.


Ci siamo! Il sentiero termina e ci troviamo così sotto il Salt de Rebet! La cascata è imponente e bellissima, formata da più salti che la rendono davvero affascinante.



Ci fermiamo ad ammirare la cascata e fare un po’ di foto, poi ripercorriamo il piccolo sentiero e torniamo al bivio. Qua decidiamo di salire ancora un po’, attraversare il torrente e scendere lungo la traccia sull’altro lato per tornare poi a ricongiungerci con la strada. Riprendiamo quindi il sentiero, che sale con buona pendenza ancora a zig-zag.

A circa 1330 mslm troviamo un torrente. Una scaletta e alcune catene ci permettono di attraversarlo agilmente.


A circa 1370 mslm troviamo un secondo torrente. Il sentiero con alcuni zig-zag continua a incrociarlo. Attrevarsarlo è semplice perchè oltre a non essere dirompente è anche presente un ponticello.

A circa 1400 mslm arriviamo al Torrente Palobbia e scopriamo che non possiamo attraversarlo perchè il ponte è caduto.

Torniamo quindi indietro lungo lo stesso tragitto percorso all’andata. Superiamo quindi il bivio per la cascata, riattraversiamo la zona degli alberi caduti e torniamo alla strada. A Brusighì (530 mslm) decidiamo di deviare leggermente il percorso seguendo la strada invece di riprendere il sentiero. La strada ci porta alla località Olda de Fojada (450 mslm). Qui andiamo a destra arrivando in breve tempo a Braone e alla macchina, non prima però di essere passati davanti al bel monumento ai caduti di tutte le guerre e alle vittime del lavoro.

Il nostro trekking è terminato.

