Informazioni utili:
Lunghezza percorso: 15,63 km
Dislivello positivo: 1206m
Dislivello negativo: -1206 m
Altitudine minima: 387 m
Altitudine massima: 1515 m
Tempo di percorrenza A/R: 8 ore
Tipo di percorso: Escursionistico
Difficoltà percorso: Impegnativo
Attrezzatura: nessuna
Punti esposti: no
Periodo consigliato: estate-primavera-autunno
Relive 3D:
Oggi ci troviamo in provincia di Lecco e più precisamente a Rongio, una frazione di Mandello del Lario, per una bella escursione al Rifugio Elisa in Alta Val Meria, alle pendici del Grignone. Qui si possono trovare alcune informazioni sul rifugio, come i periodi di apertura e i contatti, oltre a informazioni sulla sua storia. Nella frazione di Rongio passa il Sentiero del Viandante, un sentiero panoramico e veramente bellissimo che segue il ramo lecchese del Lago di Como da Lecco a Colico. Lo abbiamo percorso qualche anno fa ma non abbiamo le tracce e ci piacerebbe ripercorrerlo un giorno.
Arrivati a Rongio parcheggiamo in uno dei parcheggi nei pressi del campo sportivo (qui le coordinate). Ci troviamo a 387 mslm e il nostro trekking può cominciare.
Usciamo dal parcheggio e prendiamo la strada asfaltata che ci porta subito nel centro del paese (395 mslm). Qui vediamo un cartello con le indicazioni per il Rifugio Elisa lungo il sentiero 14. Andiamo quindi a sinistra.

Subito dopo un cartello ci indica Rifugio Elisa a 3 ore, oltre a darci l’indicazione che è aperto.

Prendiamo quindi la strada sterrata che inizia a salire con morbida pendenza nel bosco.


Dopo circa 1 km, a 420 mslm, passiamo di fianco a una baita, mentre un centinaio di metri dopo, a 430 mslm, troviamo un punto d’acqua.


Proseguiamo e a circa 445 mslm troviamo un ponte di pietra. Poco più avanti nei pressi di una costruzione troviamo un altro cartello. Qui proseguiamo seguendo le indicazioni per Rifugio Elisa sul sentiero 14.


A circa 490 mslm arriviamo ad un secondo ponte, questa volta in ferro. Sotto si possono vedere delle pozze davvero belle d’acqua azzurra e delle cascatelle. Intanto la strada si è fatta sempre più stretta diventando da qui un sentiero. Subito dopo il ponte troviamo un cartello segnavia e da qui la pendenza si fa più ripida.



Poco dopo troviamo una costruzione con un cartello in metallo dove è disegnata una mappa della zona. Vediamo il Rifugio Brioschi e la Vetta del Grignone, la vetta della Grignetta, la Porta di Prada.

Il sentiero continua a salire a gradini, effettua poi una serie di corti zig-zag e ci porta in poco tempo alla Grotta Ferrera (o Grotta dell’Acqua Bianca), a circa 588 mslm.



All’entrata della grotta sono presenti un punto d’acqua e un cartello informativo.


Accendiamo la frontale ed entriamo quindi a visitarla.




Dopo la visita ci incamminiamo nuovamente sul sentiero, che per un primo tratto prosegue con pendenza leggera per poi aumentare la pendenza proseguendo a zig-zag lungo il pendio.




A circa 825 mslm i tornantini finiscono e poco dopo, a circa 840 mslm, incontriamo il bivio per Sentee del Giacum. Lo ignoriamo e proseguiamo quindi sul sentiero 14, passando lungo il pendio dello Zucco Pissavacca.

La strada prosegue dritta in continua salita fino a circa 975 mslm, poi ricomincia a salire in stretti zig-zag, che ci portano a circa 1150 mslm.


Il sentiero quindi prende di nuovo a salire con più moderata pendenza.





A 1280 mslm arriviamo a un bivio con un cartello e continuiamo a seguire la direzione per Rifugio Elisa lungo il Sentiero 14.

Poco dopo troviamo un secondo bivio (1315 mslm), anche qua seguiamo per Rifugio Elisa.

Proseguiamo in salita e in poco tempo arriviamo alla Baita dell’Aser, a 1330 mslm, con un ottimo punto panoramico, da cui si può vedere uno scorcio di lago e aguzzando un po’ la vista, proprio lungo la cresta davanti a noi, è possibile avvistare il Rifugio Rosalba.





Proseguiamo sul sentiero e oltrepassiamo un cartello con le indicazioni per Casel dela Spaula (1350 mslm). Superiamo poi un torrente asciutto (1420 mslm). Arriviamo così all’inizio dell’ultimo tratto per arrivare al Rifugio Elisa.


Il sentiero qui sale più ripido risalendo il pendio.


Percorriamo poi un breve tratto pianeggiante con una vista bellissima (1430 mslm), prima di percorrere un altro breve tratto di salita


Dopo la curva (1460 mslm) ci troviamo finalmente davanti il Rifuio Elisa.

Percorriamo l’ultimo tratto in salita e arriviamo finalmente al Rifugio Elisa (1515 mslm)! Ci fermiamo a riposare e mangiare in questo bel rifugio.




E’ il momento di ripartire, riprendiamo lo stesso sentiero fatto all’andata scendendo fino all’ultimo cartello a 1315 mslm. Qui cambiamo percorso e seguiamo il sentiero 20 verso Gardata.

Poco dopo, a 1300 mslm, incrociamo il sentiero verso il Rifugio Bietti, che però ignoriamo e proseguiamo diritto.

Proseguiamo in piano per circa 500 m fino ad arrivare a un crocefisso in ferro battuto. Passiamo anche sotto un albero caduto.




Il sentiero prosegue ora con una discesa piuttosto ripida nel bosco. Essendo primavera ci sono ancora foglie sul terreno che rendono questo tratto un po’ scivoloso, occorre quindi prestare attenzione.





Il sentiero ci porta alla Gardata, a 1030 mslm, una località con una costruzione in pietra e un area pic-nic. Qui il sentiero 20 termina. Vicino alla costruzione troviamo un cartello. Seguiamo la direzione del sentiero 18 verso Rongio.




Il sentiero prosegue in discesa, inizialmente con una serie di zig-zag.

In poco tempo scendiamo a 745 mslm dove troviamo dei cartelli. Inizialmente abbiamo seguito il sentiero 18B in azzurro verso Somana ma purtroppo dopo circa 400 m abbiamo perso il sentiero e siamo quindi tornati ai cartelli seguendo quindi sempre il sentiero 18 ma nella direzione Rongio Mandello.

Il sentiero prosegue pianeggiante per un breve tratto diventando una bella mulattiera, poi inizia una lunga serie di tornanti che ci fanno perdere quota velocemente e in pochi minuti ci riporta alla Grotta Ferrera.



Da qui andiamo a destra e ripercorriamo in discesa lo stesso tratto percorso all’andata senza dimenticarsi, a circa 500 mslm, di fare una piccola deviazione per ammirare il torrente che all’interno di una gola crea una bella serie di cascate.

Riprendiamo quindi il sentiero e torniamo verso Rongio e la macchina. Il nostro trekking è terminato.

