Informazioni utili:
Lunghezza percorso: 18,93 km
Dislivello positivo: 1100m
Dislivello negativo: -1100 m
Altitudine minima: 692 m
Altitudine massima: 1265 m
Tempo di percorrenza A/R: 9 ore
Tipo di percorso: Escursionistico
Difficoltà percorso: Impegnativo
Attrezzatura: nessuna
Punti esposti: no
Periodo consigliato: estate-primavera-autunno
Relive 3D:
Oggi ci troviamo in Valle Imagna per visitare alcune grotte e raggiungere il Rifugio Resegone. Raggiunto il paese di Costa Valle Imagna, parcheggiamo la macchina in via Pertus (qui le coordinate) e il nostro trekking può cominciare. Ci troviamo a 1032 mslm.

Seguiamo la strada in direzione Via Pertus, raggiungiamo una cartellonistica che racconta delle tante grotte che si trovano in Valle Imagna, proseguiamo e raggiungiamo un’edicola votiva.


Proseguiamo e raggiungiamo una palazzina, la costeggiamo e arrivati dietro alla palazzina troviamo il sentiero che iniziamo a seguire in discesa. Ci troviamo a quota 1000 mslm.




Seguiamo il sentiero molto ben segnato dai segni bianchi-rossi del CAI e in 20 minuti raggiungiamo Ronchi Alti (925 mslm), dove sono presenti delle baite.





Proseguiamo seguendo il sentiero è dopo 5 minuti raggiungiamo dapprima un crocefisso, poi più in basso un’altra baita (870 mslm).



Raggiunta la baita, gli passiamo davanti, ci accorgiamo che il sentiero in realtà restava poco più alto restando dietro alla baita, lo riprendiamo e proseguiamo fino a un muretto di sassi che costeggiamo. Ci troviamo a quota 872 mslm.


Costeggiato tutto il muretto seguiamo verso sinistra e proseguiamo nel bosco raggiungendo una piccola sorgente d’acqua.


Proseguiamo fino a quota 800 mslm. Sotto di noi vediamo una falesia e qui i segni del CAI sono meno visibili. Costeggiamo la base dell’intera falesia e raggiungiamo a quota 765 mslm la Grotta Zoghera. Accendiamo le frontali ed entriamo a visitarla.









Usciti dalla Grotta scendiamo di una decina di metri e prendiamo il sentiero verso sinistra perchè vogliamo andare a visitare una seconda Grotta a poca distanza da questa.




Il sentiero continua in discesa e raggiungiamo quota 700 mslm. Da qui il sentiero non è molto visibile, seguiamo la cartina per capire dove andare. Anche qui è presente una falesia che cerchiamo di costeggiare, raggiungiamo il greto del torrente ed eccola, la Grotta Ol Valù.





Accendiamo le frontali ed entriamo a visitarla. Rispetto alla prima grotta qui è presente l’acqua, quindi il terreno è più scivoloso. Per visitarla bisogna salire due salti di circa 3 metri, non impegnativi ma un caschetto rende l’escursione più sicura.



Usciti dalla Grotta risaliamo e torniamo all’inizio della falesia. Qui proseguiamo il nostro trekking verso destra. Il sentiero è evidente ma non ci sono più i segni del CAI.


Continuamo a seguire il sentiero raggiungendo a 700 mslm il torrente ValMarcia. Lo superiamo e proseguiamo, aumenta la pendenza della salita e a quota 780 mslm, raggiungiamo una casa abbandonata. La costeggiamo e raggiungiamo la strada.








Seguiamo la strada verso sinistra, a metà curva riprendiamo il sentiero e proseguiamo.


Prendiamo il sentiero N°574 e raggiungiamo un segnavia.

Proseguiamo fino a raggiungere un palo, il sentiero si divide. Noi proseguiamo dritti. Costeggiando la strada poco più sotto di noi, dopo una piccola discesa raggiungiamo una baita.




Attraversando la strada, proseguiamo costeggiando la recinzione, raggiungiamo una casa in rovina e a quota 780 mslm arriviamo in località Canèc.




Qui è presente un grosso parcheggio, poco più avanti c’è la Polisportiva Valsecca che raggiungiamo.



Poco prima del cartellone giallo è presente una strada a sinistra, la seguiamo. Dopo 5 minuti raggiungiamo un segnavie. Ci troviamo a quota 760 mslm.



Proseguiamo dritti per Carevi. Raggiungiamo un’edicola votiva e poco più avanti un area pic-nic con un piccolo acquedotto.


Proseguiamo su un bel sentiero, raggiungiamo la pozza di Ferècc e proseguiamo. Il sentiero è abbastanza pianeggiante. Raggiungiamo un altra casa in rovina con un bellissimo stambecco che ci guarda proprio dietro la casa.






Proseguiamo e a quota 875 mslm raggiungiamo un altro segnavie.


Seguiamo dritti seguendo il sentiero 575, che porta verso l’anello del Resegone. Dopo 5 minuti di cammino raggiungiamo un altro segnavie, seguiamo per la Passata.



La pendenza inizia ad aumentare un pochino, altri 5 minuti di cammino e raggiungiamo un cartello sull’albero che indica a Rifugio Resegone la nostra prossima tappa. Lo seguiamo. Ci troviamo a quota 900 mslm.



Da qui in poi la salita aumenta decisamente pendenza, seguiamo i segni Bianchi-rossi del CAI in un sentiero poco battuto.




Dopo circa 30 minuti di faticosa salita raggiungiamo il sentiero, Anello del Resegone, a quota 1110 mslm, qui seguiamo a destra in direzione Valsecca.




Superiamo una cappelletta dedicata alla Madonna e raggiungiamo il passo La Porta a quota 1123 mslm.




Il segnavia indica Rifugio Resegone 40 minuti, lo seguiamo. Dopo 10 minuti un secondo segnavia Rifugio Resegone 30 minuti, siamo quasi arrivati.


Continuamo a seguire il sentiero e a quota 1163 mslm raggiungiamo le cascine Zucchero.






Seguiamo il segnavia Rifugio Resegone e dopo 10 minuti lo raggiungiamo. Alle spalle del Rifugio svetta il Resegone ancora innevato. Il panorama è davvero bellissimo. Ci troviamo a quota 1265 mslm.





Dopo aver pranzato ripartiamo seguendo inizialmente il percorso dell’andata. Raggiunto il passo La Porta decidiamo di seguire l’anello del Resegone, sentiero N°586. Al passo La Porta è presente un cippo che indica il vecchio confine tra lo Stato Veneto e il Ducato di Milano.


Seguiamo il sentiero, sotto di noi si vede tutta la Valle Imagna. Proseguiamo e raggiungiamo un segnavie, Passata, 15 minuti. Proseguiamo e arriviamo a un bivio.






Seguiamo per la Passata e la raggiungiamo.


Ci troviamo a quota 1244 mslm. Anche qui è presente il vecchio confine dello Stato di Milano. Qua possiamo ammirare il lato lecchese del Resegone. Siamo già passati di qua quando abbiamo percorso il Sentiero delle Creste e quando siamo andati a visitare la Miniera della Passata.

Torniamo indietro fino al bivio, qui è presente un segnavie che indica Passo del Pertus, la nostra prossima tappa, a 1 ora.

Proseguiamo su un bellissimo sentiero, dopo vari sali e scendi raggiungiamo un bellissimo scorcio su tutta la Valle Imagna. Ci troviamo a quota 1160 mslm.







Proseguiamo e raggiungiamo le rocce del Monte Ocone, dei bellissimi torrioni svettano e a quota 1226 raggiungiamo la Torre Dolci. Da qui con una ferrata è possibile raggiungere la cima del Monte Ocone.





Proseguiamo sempre tra vari sali e scendi, le gambe iniziano a essere stanche, sono circa 7 ore che camminiamo. Sappiamo che ci mancano circa 40 minuti quindi senza indugio continuamo il nostro trekking e raggiungiamo il Passo del Pertus a quota 1193 mslm.




Attraversiamo il ponticello del passo e avendo già fatto il Monte Ocone sappiamo che sotto al ponticello nel Passo del Pertus è presente un croce scolpita nella roccia.



Proseguiamo e raggiungiamo un segnavia con una cartellonistica che racconta la geologia della Valle Imagna.


Proseguiamo, superiamo una casa in abbandono e intravediamo la chiesa del convento. Costeggiamo il muro di cinta e lo raggiungiamo. Ormai il convento è chiuso e l’edificio è in vendita. Ci troviamo a quota 1180 mslm.




Un segnavia indica Costa V. Magna, lo seguiamo.

Seguiamo il sentiero in discesa e dopo 15 minuti raggiungiamo un altro segnavie Costa Imagna 20 minuti.



Proseguiamo e raggiungiamo nuovamente la strada. Superiamo il cartello Valle Imagna e proseguiamo sulla strada. Siamo a quota 1110 mslm. Raggiungiamo il parcheggio e il nostro trekking è terminato.






