Informazioni utili:
Lunghezza percorso: 25,54 km
Dislivello positivo: 868 m
Dislivello negativo: -1440 m
Altitudine minima: 755 m
Altitudine massima: 2000 m
Tempo di percorrenza: 8 ore
Tipo di percorso: Escursionistico
Difficoltร percorso: Media
Punti esposti: no
Punti d’acqua lungo il percorso: sรฌ
Periodo consigliato: primavera-estate-autunno
Informazioni aggiuntive: il punto di partenza รจ diverso dal punto di arrivo!
Rete mobile: mancante su buona parte del percorso
Video Relive 3D:
Oggi ci troviamo in Valsassina per percorrere un lungo e panoramico percorso a ferro di cavallo, dall’Alpe di Paglio a Premana passando per il Rifugio Santa Rita, come guida speciale ci accompagna Ambrogio conoscitore esperto della sua valle. Visto che partenza e destinazione non corrispondono, รจ necessario utilizzare due macchine: una che viene lasciata alla destinazione (qui le coordinate del parcheggio dell’arrivo), e una con cui si raggiunge la partenza. Arrivati all’Alpe di Paglio, parcheggiamo nell’ampio parcheggio nei pressi del Bar Il Chiosco (qui le coordinate del parcheggio di partenza). Il costo del parcheggio รจ di 3 euro per tutto il giorno. Qui, a 1360 mslm, inizia il nostro trekking.

Il sentiero di partenza รจ segnalato da una serie di cartelli gialli. Prendiamo la direzione verso Larel Bruciato o Pian delle Betulle.

La strada, asfaltata, inizia a salire con dolce pendenza e si inoltra nel bosco. Dopo circa 500 m (1410 mslm) incontriamo alcune bellissime sculture ricavate dal legno.

A circa 1460 mslm usciamo per un breve tratto dal bosco, in una radura chiamata Piazza del Cucchero o degli Asini. Subito dopo lasciamo la strada e prendiamo il piccolo sentiero sulla sinistra, seguendo il cartello per Rifugio Ombrega.


Seguendo il sentiero arriviamo a Pian delle Betulle (1490 mslm) e lo attraversiamo sempre seguendo il sentiero.

Attraversato Pian delle Betulle, continuiamo nel bosco, seguendo il sentiero poco sopra la strada. A circa 1555 mslm, usciamo dal bosco e arriviamo nuovamente a una strada asfaltata nei presso di un tornante con un cartello. Prendiamo la strada a sinistra, in salita, sempre in direzione Rifugio Ombrega.

La strada inizialmente sale piรน ripida, poi la pendenza si addolcisce. A circa 300 m incontriamo un abbeveratoio di acqua potabile. Pian piano che si procede la strada da asfaltata diventa sterrata. Attraversiamo alcune zone dove la terra รจ sorprendentemente rossa.


A 1 km e mezzo dal tornante arriviamo alla localitร Larice Bruciato (1708 mslm), dove troviamo un’area pic-nic.

Proseguiamo lungo la strada sterrata in un leggero saliscendi, costeggiando i pendii ed entrando e uscendo dal bosco. Le nuvole purtroppo non permettono di ammirare pienamente il paesaggio che deve essere spettacolare!


A circa 1 km e mezzo dal Larice Bruciato arriviamo alla Bocchetta di Olino (1640 mslm), da cui si ha una bella vista su entrambi i lati della strada.

Proseguiamo per 300 m su saliscendi fino ad arrivare a un bivio (1535 mslm). Qui lasciamo la strada sterrata che prosegue al Rifugio Ombrega e prendiamo invece il sentiero a destra.

Dopo pochi metri, superata una staccionata, lasciamo il sentiero (che comunque ritroveremo piรน avanti) e prendiamo la traccia a destra, che si inerpica sul ripido pendio. La traccia spiana leggermente a 1745 mslm circa per poi riprendere a salire ripida.


Arrivati alla sommitร (1820 mslm), troviamo una piccola croce.

Proseguiamo verso sinistra salendo ancora di qualche metro (1837 mslm), poi perdiamo nuovamente qualche metro (1825 mslm) e ci troviamo a Bocchetta Agoredo.


Qui incontriamo nuovamente il sentiero lasciato poco prima. Proseguiamo ora su tratto pianeggiante per circa 200 m.

Arrivati al bivio (1805 mslm) per l’Alpe Agoredo, continuiamo diritto, poi al bivio successivo teniamo la destra.

Il sentiero ora sale facendo due tornanti, poi continua a salire deviando verso sinistra, supera la sommitร del colle tenendola sulla sinistra (1900 mslm).

Da qui proseguiamo per circa 2 km su sentiero pianeggiante fino ad arrivare a Laghitt (1930 mslm), dove รจ presente un’area pic-nic, un minuscolo laghetto e poco piรน in alto una piccola chiesetta. Sulla destra vediamo la Val Biandino.


Superato Laghitt cominciamo a scendere lungo la cresta, passando sotto un traliccio dell’alta tensione, per poi arrivare a Bocc dol Ratt (1815 mslm) e a un crocifisso.



Da qui il sentiero riprende a risalire fino a 1920 mslm, arrivando a un cartello che indica la possibilitร di intraprendere due diversi percorsi per arrivare al Rifugio Santa Rita, uno facile (Via Bassa) e uno difficile (Via delle Creste). Noi oggi decidiamo di prendere il sentiero facile, a sinistra.


Il sentiero facile perde quota fino a circa 1885 mslm, poi risale attraversando a una piccola bocchetta.

Piรน avanti intravediamo poco piรน in alto la bandiera del Rifugio Santa Rita. Poco piรน avanti troviamo un cartello che indica che siamo a Bocchetta della Cazza (1988 mslm).


Ancora pochi passi e giungiamo a Rifugio Santa Rita (2000 mslm), dove ci prendiamo una bella pausa. Per arrivare qui abbiamo percorso 13 km. Da qui si puรฒ continuare per arrivare per esempio al Lago Inferno (che abbiamo visitato durante questa bellissima escursione ai Laghi della Val Gerola), al Rifugio Falc e al Pizzo dei Tre Signori (qui l’escursione partendo da Ornica)


Dopo esserci rifocillati riprendiamo il cammino tornando poco piรน giรน a Bocchetta della Cazza. Qui seguiamo l’indicazione per Rifugio Casera Vecchia di Varrone, seguendo il sentiero che con piccoli tornanti scende ripida per il pendio verso la Val Varrone.


Vediamo il rifugio poco piรน sotto. Arrivati in fondo valle, andiamo a destra, superiamo il torrente Varrone lungo un ponte e risaliamo leggermente per arrivare al Rifugio Varrone (1675 mslm).


Torniamo poi indietro, attraversiamo nuovamente il ponte e andiamo a sinistra continuando la nostra discesa lungo la strada sterrata.

Arrivati a 1410 mslm, dopo una serie di tornanti, lasciamo temporaneamente la strada sterrata e scendiamo lungo il piccolo sentiero a sinistra, che ci porta a un punto di osservazione (1377 mslm) di una bellissima cascata.

Poco oltre il sentiero attraversa il torrente Varrone tramite un ponticello e si ricongiunge con la strada sterrata.

La strada scende costeggiando il torrente. A 1310 mslm arriviamo a una fontanella d’acqua potabile.

Attraversiamo un piccolo torrente (1275 mslm) e poco dopo incontriamo un’altra fontanella d’acqua (1255 mslm).


La strada poi arriva ad Alpe Vegessa (circa 1180 mslm) e, poco piร sotto, Alpe Forno di Sopra e Alpe Forno di Sotto.


Lungo la strada, ad Alpe Forno di Sotto, รจ presente una fontanella (1122 mslm).

Continuiamo la nostra discesa lungo la strada e i suoi tornanti. A 1045 mslm circa troviamo un’altra bella fontanella d’acqua.


Poco dopo arriviamo alla Cappella del Pegnaduur (1000 mslm).

A circa 850 mslm attraversiamo un piccolo gruppo di baite, poi seguendo la strada arriviamo a un ponte. Subito dopo troviamo il Ristoro Giabi e poco oltre troviamo una bella baita.



Continuiamo a camminare lungo questa strada che sembra non finire mai. Ormai stanchi e avendo ormai percorso 25 km, arriviamo a un ponte e ad un’altra area pic-nic.

Superato il ponte arriviamo nella zona industriale di Premana dove avevamo lasciato la macchina. Qui termina questa lunga e interessantissima escursione. Non ci rimane che recuperare la macchina lasciata alla partenza.

