Informazioni utili:
Lunghezza percorso: 10,78 km
Dislivello positivo: 1480 m
Dislivello negativo: -1480 m
Altitudine minima: 2050 m
Altitudine massima: 3538 m
Tempo di percorrenza: 7 ore
Tipo di percorso: Escursionistico
Difficoltà percorso: Impegnativo
Punti esposti: no
Periodo consigliato: estate
Relive 3D:
Oggi ci troviamo in Val di Susa per salire in vetta al Rocciamelone. Alta 3538 m, è una vetta raggiungibile con sentieri escursionistici grazie alla sua esposizione verso sud.
L’escursione inizia al parcheggio La Riposa (qui le coordinate), posto poco prima del Rifugio omonimo. Il parcheggio è ricavato all’interno di un tornante e si trova vicino alla partenza della teleferica del Rifugio Ca d’Asti. Qui, a 2048 mslm, cominciamo il nostro trekking.

Dal parcheggio ci portiamo sulla strada sterrata e la percorriamo per pochi metri in direzione del Rifugio La Riposa fino ad arrivare a dei cartelli sulla sinistra con le indicazioni per Rocciamelone a 4h, e Ca d’Asti a 2h 10m. Qui lasciamo la strada e prendiamo il piccolo sentiero.

Il sentiero risale con moderata pendenza tra prati e radi alberi. Siamo fortunati, nonostante sia luglio i prati sono in fioritura e sono pieni di macchie bianche, gialle, rosa e blu. Camminare tra questi colori è davvero suggestivo. Nuvole basse ci accompagnano.

A 2185 mslm arriviamo a un bivio. Andando a destra si arriva in poco minuti al Rifugio La Riposa. Noi rimaniamo sulla sinistra e proseguiamo in direzione Rifugio Ca d’Asti e Rocciamelone.

A 2200 mslm arriviamo a una vasca d’acqua per le mucche. Andiamo verso sinistra e saliamo su per il pendio, trovando anche delle bellissime stelle alpine.



A 2285 mslm troviamo un cartello di legno e seguiamo il sentiero verso sinistra.

Il sentiero ora sale con più marcata pendenza tra i prati in un percorso a zig zag. Prendiamo quota rapidamente e in poco tempo arriviamo a 2450 mslm. Qui arriviamo a un bivio segnalato che ci permette di risalire tagliando un pezzo di sentiero che invece si allungherebbe in un tornante più avanti.

Risalendo la scorciatoia arriviamo nei pressi di una formazione rocciosa che aggiriamo sulla destra (2495 mslm). A 2500 mslm ci reimmettiamo nel sentiero originario.

Ora il percorso ricomincia a salire con buona pendenza, con una serie di stretti tornanti e tratti a zig-zag. Il sentiero si allarga più volte creando più possibili vie di salita, noi cerchiamo di seguire i tratti di sentiero con i segni bianco-rossi del CAI.



A 2780 mslm troviamo un’altra formazione rocciosa. La seguiamo sulla destra risalendo per un breve tratto con pendenza più leggera.

Il sentiero poi fa un tornante (2800 mslm), dove troviamo due cartelli di legno, uno verso La Riposa e l’altro verso Malciaussia.

Proseguiamo percorrendo altri due tornanti, poi vediamo poco più su tra le basse nuvole la forma di una costruzione.

Siamo arrivati al Rifugio Ca D’Asti (2854 mslm). Qui oltre al rifugio e all’arrivo della teleferica, la cui partenza è dove abbiamo parcheggiato, è presente anche una cappella circolare. E’ proprio questa la forma che abbiamo visto salendo.



Il panorama qui deve essere pazzesco, ma le nuvole basse che ci accompagnano da inizio trekking non ci permettono di vedere oltre pochi metri. Dopo una piccola pausa ricominciamo l’ascensione alla vetta. Ci troviamo più o meno a metà della salita. Girando attorno al lato destro del rifugio per riprendere il sentiero troviamo un cartello che indica la Croce di Ferro a 1h15m e la vetta del Rocciamelone a 1h50m. La Croce di Ferro è la nostra prossima destinazione.

I prati ora sono sempre più radi. Il sentiero, ora piuttosto sassoso, risale dietro il rifugio e per i primi 100 m sale piuttosto ripido lungo il pendio, poi man mano devia verso destra diminuendo la pendenza.

Con leggera pendenza risaliamo quindi il pendio tagliando il lato destro. A circa 3030 mslm incontriamo un tornante. Riprendiamo quindi a camminare stavolta tagliando il pendio verso sinistra. Poco dopo il sentiero effettua un piccolo zig-zag per poi proseguire nuovamente verso sinistra.

A circa 3110 mslm attraversiamo agevolmente un piccolo nevaio. Finalmente cominciamo ad essere più in alto delle nuvole e vediamo un po’ di panorama.

Vediamo un po’ più avanti dei pannelli solari che raggiungiamo in breve tempo. Siamo a circa 3140 mslm.


Qua il sentiero svolta nuovamente a destra. Ora che la visibilità è buona vediamo che la parete si fa ripida e intravediamo più in alto la croce di ferro.

Proseguiamo sul sentiero che dai pannelli sale e si sposta inizialmente verso destra per evitare lo strapiombo. Salendo non possiamo non girarci indietro e ammirare la bellezza di stare sopra le nuvole. In fondo riusciamo anche a vedere il Rifugio Ca d’Asti spuntare appena dalle nuvole.


Improvvisamente a circa 3200 mslm il sentiero gira verso sinistra e sale ripido a zig-zag tra i sassi fino ad arrivare alla croce (3307 mslm).


Proseguiamo oltre la croce, rientrando nelle nuvole e seguendo il sentiero che sale inizialmente con leggera pendenza dandoci un attimo per rifiatare, poi diventa più impegnativo.


A circa 3450 mslm arriviamo a delle corde fisse. Ci apprestiamo a salire l’ultimo tratto per la vetta. Il sentiero è buono e non ci sono punti esposti. Le corde non sono necessarie alla salita. Servono più ad agevolare la discesa, o forse per aiutare anche l’ascesa durante l’inverno. Ci fermiamo spesso per riprendere fiato. L’altitudine comincia a farsi sentire.


Nell’ ultimissimo tratto il sentiero gira dietro alla montagna e finalmente arriviamo in vetta!

Siamo a 3538 mslm! Raggiungiamo la statua della Madonna di Rocciamelone, alta 3 metri e fatta in bronzo. Da qui la vista è spettacolare. Purtroppo non vediamo il lato sud verso la Val di Susa, coperto dalle nuvole, ma il lato nord è visibile e possiamo ammirare un panorama pazzesco e a noi sconosciuto! E’ la prima volta infatti che veniamo da queste parti e non conosciamo i nomi delle vette.



Sostiamo qualche minuto contemplando il panorama poi scendiamo di qualche metro dove troviamo un rifugio e un piccolo santuario, intitolato a Nostra Signora del Rocciamelone, il più alto santuario d’Europa. Dentro le pareti sono piene di foto, preghiere, immagini di Maria, dediche. E’ un luogo molto commovente.

Fortunatamente troviamo anche il piccolo rifugio aperto. Il rifugista sta ripulendo dalla neve la zona attorno al santuario in preparazione alla festa del centenario dell’inaugurazione della cappella e del rifugio, accaduta nel 1923. Scambiamo con lui qualche parola, ci racconta qualcosa del posto. Una cosa curiosa che ci racconta è che nei giorni tersi si vede la Madonnina del Duomo di Milano. In cambio di una libera offerta, beviamo anche un bicchiere di the caldo.

E’ tempo di cominciare la via del ritorno, che ripercorre lo stesso percorso affrontato all’andata. Arrivati al Rifugio Ca d’Asti ci fermiamo a pranzare, poi riprendiamo la discesa. Durante il percorso ci prendiamo del tempo per fotografare la splendida fioritura dei prati e raggiungiamo infine il parcheggio e la macchina. Anche questo trekking è terminato




