Informazioni utili:
Lunghezza percorso: 26,60 km
Dislivello positivo: 1280 m
Altitudine minima: 1600 m
Altitudine massima: 2880 m
Tempo di percorrenza: 9 ore
Tipo di percorso: Escursionistico
Difficoltà percorso: Impegnativo
Punti esposti: no
Periodo consigliato: estate
Video Relive 3D:
Ci troviamo in provincia di Sondrio in direzione Val Zebrù per raggiungere il Quinto Reggimento Alpini – Bertarelli, conosciuto da tutti come Rifugio Quinto Alpini, nel Parco Nazionale dello Stelvio. Una volta parcheggiata la vettura in via Nibloch a Niblogo inizia il nostro trekking (1600 mslm).
Iniziamo a camminare immettendoci nella Val Zebrù, costeggiando il torrente che scava la valle. Il percorso ha poca pendenza e dopo 10 minuti di cammino su strada sterrata attraversiamo un ponte di legno chiamato Ponte Tre Croci (1625 mslm). Il Torrente Zebrù che prima avevamo a destra ora lo costeggiamo trovandocelo sulla nostra sinistra. Il cammino è piacevole, il panorama è bello e la pendenza resta costante e mai ripida.
500 m dopo il ponte la strada diventa leggermente più ripida, si affronta un tornante verso destra e successivamente un tornante verso sinistra. La strada torna quindi pianeggiante (1710 mslm). Camminiamo per un altro km, poi sempre seguendo la strada attraversiamo nuovamente il torrente lungo il Ponte di Cantonecc e affrontiamo un nuovo tratto leggermente più ripido con due tornanti, il primo verso sinistra e il secondo verso destra.
Proseguendo, a 1825 mslm, incontriamo la prima di una serie di baite molto graziose e ogni tanto delle panchine per potersi riposare.

Un paio di km dopo la prima baita, poco dopo un’area pic-nic sulla sinistra, attraversiamo nuovamente il torrente lungo un ponticello. (1900 mslm).

Qui proseguiamo sempre in piano, incontrando altre graziose baite, come le Baite di Pecè.

E’ poco meno di 2 ore che camminiamo, abbiamo percorso poco più di 7 km e arriviamo finalmente prima al Ristoro la Baita e poi al Rifugio Campo (2000 mslm). Qui ci fermiamo a bere e goderci il panorama.



E’ ora di ripartire. Continuiamo lungo la strada, poco dopo troviamo un’altra bella baita, poi attraversiamo nuovamente il torrente facendo una curva verso sinistra e subito dopo affrontiamo un tornante verso destra (2036 mslm) poi torniamo a camminare in leggera salita. Incontriamo una fontanella.


Dopo un paio di km dal tornante, arriviamo alla baita del pastore, vicino c’è una bella area pic-nic. Qui il panorama spazia sulla vallata e sui pascoli. E’ ora di abbandonare la strada sterrata principale e iniziare la vera salita.


Seguendo le indicazioni per il Rifugio Quinto Alpini iniziamo a prendere rapidamente quota entrando nella Valle del Rio Marè.

e dopo circa 30 minuti di cammino sulla nostra sinistra al di là del torrente la montagna è completamente franata, molto particolare guardarla. Su un masso è dipinta in giallo la scritta “Frana Thurwiser 18.09.2004”.


Il percorso adesso è decisamente più ripido e si sale di quota in fretta, affrontiamo una mulattiera molto ripida , qui, il panorama è pazzesco e il verde lascia spazio al grigio della roccia.



Pian piano che saliamo il profilo delle vette è sempre più interessante. La Val Zebrù è stupenda!



Arrivati all’Ex Bivacco Cantù (2530 mslm), il percorso diventa ancora più impegnativo, la pendenza è importante e il percorso è ghiaioso e sdrucciolevole, si scivola molto.


Arrivati a un bivio un cartello con le orme delle scarpe consiglia di percorrere il sentiero che sale a zig zag piuttosto che proseguire dritto lungo la strada sterrata che ormai può essere affrontata solo da un quad per quanto è ripida. Il percorso è a zig-zag costeggiando di pochi metri l’altro percorso ma lo rende decisamente più semplice. Dopo 30 minuti si intravede il tetto del rifugio, ci siamo quasi!


Da qui, camminiamo ancora 20 minuti su strada a tornanti e siamo finalmente al Rifugio Quinto Alpini (2880 mslm). Qui abbiamo avvistato uno splendido gipeto, ma non abbiamo incontrato Foxy, la volpe mascotte del Rifugio. Ora è tempo di riposare e sederci a tavola. Una volta arrivati al Rifugio si può proseguire dove ci sono le cisterne blu dell’acqua e in poco più di 15 minuti si vede la Vedretta dello Zebrù ma noi decidiamo di fermarci e riposare qui. In un’altra occasione da qui, con la dovuta attrezzatura alpinistica e con guida alpina siamo andati a Cima Miniere. Qui il resoconto di questa splendida avventura a Cima Miniere con Marco Confortola.



La discesa è la stessa che si affronta all’andata, bisogna prestare attenzione soprattutto sul ghiaietto appena si scende dal Rifugio Quinto Alpini, se in salita si scivolava in discesa è ancora peggio. Purtroppo per un piccolo infortunio la traccia GPX si ferma al ritorno al Rifugio Campo, dove decidiamo di prendere una jeep per farci accompagnare alla macchina.
P.S: Dal parcheggio fino alla Baita del Pastore il percorso può essere affrontato anche con le jeep che si trovano alla partenza del percorso, è consigliata la prenotazione.

