Informazioni utili:
Lunghezza percorso: 6,12 km
Dislivello positivo: 799 m
Altitudine minima: 2600 m
Altitudine massima: 3400 m
Tempo di percorrenza: 6 ore
Tipo di percorso: Alpinistico
Difficoltà percorso: Impegnativo
Punti esposti: no
Periodo consigliato: estate
Oggi ci troviamo in Val Zebrù per salire in vetta alla Cima Miniere e la nostra guida è Marco Confortola.
Partiamo in jeep per affrontare il primo tratto della Val Zebrù, sono le 6 del mattino. Percorriamo la strada sterrata per qualche chilometro fino alla baita dei pastori, da qui proseguiamo a piedi e iniziamo a salire più rapidamente lungo la stretta strada in direzione del Rifugio V Alpini. Mentre saliamo Marco che conosce molto bene le sue valli e ha un occhi da falco, ci fa notare la presenza di stambecchi e cervi nella vallata.
Arrivati all’ex bivacco Città di Cantù, la prima meta, che si vede alzando gli occhi lungo il pendio, è il Rifugio V Alpini. Siamo a circa 2600 mslm.

Iniziamo a salire, la strada sale abbastanza ripida lungo un ghiaione e in circa 40 minuti siamo al Rifugio (2870 mslm).

Lasciandoci il Rifugio alle spalle prendiamo un piccolo sentiero in salita che ci porta in 10 minuti alla vista della lingua del ghiacciaio.

Proseguiamo a sinistra attraversando un misto di roccia e neve, seguendo il profilo della montagna e tenendoci alla destra del ghiacciaio.
È ora di indossare i ramponi e metterci in cordata.
Iniziamo a camminare con l’aiuto dei bastoncini, il percorso non è ripido ma la neve è abbastanza alta, fortunatamente Marco fa strada e noi dobbiamo solo copiare i suoi passi utilizzando le sue orme senza fare fatica. Poco dopo abbandoniamo la roccia e ci addentriamo lungo la lingua del ghiacciaio. Il panorama è da cartolina. Non è passato nessuno, ci sono solo le nostre impronte e quelle di un animale passato prima di noi. Il sole inizia ad illuminare la valle.
Pazzesco , indescrivibile!!



Proseguiamo salendo sul colle, la pendenza prima dolce ora è aumentata. Abbiamo un passo lento ma costante e in circa 1 ora ci troviamo sul crinale a circa 3240 mslm. Qui ci fermiamo per rifiatare un attimo e cogliamo l’occasione per fare delle foto, anche perché davanti a noi la salita inizia a essere veramente ripida. La vetta della Cima Miniere sembra essere ancora lontanissima.



Ripartiamo andando a sinistra seguendo il crinale. La pendenza è molto ripida e le gambe si fanno sentire. In 30 minuti ci troviamo davanti a un muro, è verticale e sembra impossibile continuare. Marco dalla neve tira fuori una corda fissa che aveva messo lui anni prima e ci mette in sicurezza con il moschettone. Con l’aiuto della piccozza iniziamo a salire.



Circa 20 minuti di salita e arriviamo a uno spiazzo, la parete verticale è terminata. Proseguiamo ancora in salita e in 10 minuti arriviamo alla croce di vetta di Cima Miniere a circa 3400 mslm.


Arrivati!! Che panorama pazzesco, un sogno che si avvera, avere una guida esperta ti porta a fare escursioni che da solo non potresti mai fare.

Dopo una breve sosta a mangiare una barretta, bere qualcosa e fare tante foto riprendiamo la via del ritorno, la stessa dell’andata. Una volta attraversata in discesa la parete verticale con l’aiuto della corda fissa, il difficile è fatto e con un passo deciso e più rapido arriviamo al crinale, poi seguiamo il ghiacciaio e in 1 ora e mezza dalla vetta ci ritroviamo sul sentiero che porta al Rifugio V Alpini. Togliamo imbrago e ramponi e scendiamo al rifugio.
È mezzogiorno, il sole batte sul Rifugio quindi, seduti sul muretto visto che è fine ottobre e il Rifugio è chiuso, ci godiamo il caldo del sole e mangiamo in compagnia di Marco. Poi scendiamo lungo il sentiero nel ghiaione per tornare alla jeep.
Riprendiamo la jeep per tornare in paese. La nostra giornata è finita. Un particolare Grazie a Marco che ci ha portato, sostenuto e aiutato nei punti più difficili.
E’ disponibile la traccia GPX del percorso:
Video Relive 3D:

